Allo Junior Tennis Milano si sta costruendo un nuovo modo di leggere il talento. Sotto la supervisione del responsabile della preparazione fisica Francesco Andreoni e del preparatore atletico di alto livello Roberto Calà, i ragazzi e le ragazze dell’agonistica stanno affrontando una serie strutturata di test fisici pensati per definire il loro profilo atletico-individuale.
Le batterie preparate da Calà analizzano l’intero spettro delle qualità motorie: mobilità, resistenza al carico su specifiche zone corporee, resistenza generale, forza – soprattutto quella esplosiva – e velocità. Obiettivo: capire come ogni ragazzo si muove, quali sono i suoi punti forti e quali invece le aree da sviluppare.
“Non stiamo facendo classifiche – chiarisce Calà -. Esistono valori di riferimento per età, certo, ma il nostro scopo è capire che forma sta prendendo il profilo fisico di ciascun atleta e come questo si possa combinare con la parte tecnica”.
Il lavoro si integra infatti con quello portato avanti da Andreoni, che in parallelo rileva i dati antropometrici e le informazioni utili a collocare ogni atleta nel proprio stato di maturazione. Unendo queste due aree – crescita biologica e prestazione atletica – diventa possibile interpretare correttamente i risultati, evitando falsi allarmi o entusiasmi prematuri.

Calà sottolinea quanto sia fondamentale leggere i numeri con equilibrio: un atleta più maturo fisicamente può avere valori momentaneamente migliori, mentre uno in ritardo di crescita può nascondere un potenziale più ampio. “Sono riferimenti che guidano la programmazione, non sentenze sul futuro agonistico”, ribadisce.
Per analizzare i dati, il team utilizza un sistema a regressione che permette di individuare i macro-indicatori più significativi: dalla forza esplosiva misurata con pedane dedicate, alla velocità, fino alle metriche “nascoste” ricavate dai software di analisi. Se un parametro risulta critico, viene approfondito con test mirati.
Il progetto è solo all’inizio, ma guarda lontano. Si sta costruendo una banca dati pluriennale che permetterà allo Junior Tennis Milano di confrontare profili simili, monitorare traiettorie di crescita e distinguere ciò che è un segnale reale da ciò che è semplice “rumore” statistico.
“Per fare ciò sono stati coinvolti tutti i preparatori dello Junior, compresi quelli della scuola tennis – racconta Andreoni -, i quali sono stati totalmente disponibili a dedicare il proprio tempo a questo progetto. C’è una visione comune, di lungo periodo, e devo ringraziare tutti per questo”.
Oltre al coinvolgimento dei tecnici, è stato fondamentale anche quello delle famiglie. “Tutti hanno capito il senso del percorso: non si tratta di etichettare, ma di creare una mappa che aiuti il ragazzo a svilupparsi nel modo più corretto”, conclude Calà.
Una mappa che può davvero accompagnare gli atleti nella loro evoluzione – tecnica, fisica e culturale – dentro e fuori dal campo.








